Big Harp, al secolo Max Casazza, non ha
bisogno di tante presentazioni. E' il blues come uno se
lo immagina, è la garanzia di una serata blues ben
riuscita che ti resta nella mente per diversi giorni. E'
grande in tutti i sensi: sembra un gigante buono che fagocita
fra le sue mani e le sue labbra una piccola armonica. Sul
palco del Fanfaron viene da pensare che quasi non ci stia
e che muovendosi possa far cadere tutto, vista la sua stazza;
ma poi, con grande delicatezza e presenza scenica, si siede
su una sedia che risulta piccolissima e inizia a farci sognare
e a raccontarci in italiano storie di blues e la storia
del blues. A Torino ce ne sono pochi come lui, o forse pochi
vivono il blues come lo vive Big Harp, intensamente e umilmente.
Accompagnato dal fedele Massimo Altieri alla chitarra, torna
sul palco del Fanfaron per un'altra indimenticabile e divertentissima
serata.
Gli manca solo la pelle nera, poi saremmo veramente a New
Orleans!
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