La storia dal 2005.

Le Fanfaron Bistrot è il piemontese che non ti aspetti, non la grigia Torino o lo schivo travet che lavora alla Fiat, ma un ristorante che dal 2005 ti stupisce con serietà e cortesia sabauda e con una cucina autentica piemontese, riscoprendo e antiche e classiche ricette della tradizione. Gli ingredienti sono quelli tipici locali e stagionali e provengono dal Piemonte e dalla nostra provincia. L’ambiente è accogliente, rilassato, informale, caldo e romantico con sottofondo di musica Jazz e con diversi arredi che richiamano le tradizionali trattorie/piole torinesi. Come in un bistrot d’altri tempi vi accomoderete nella sala principale su tavolini piccoli e ravvicinati fatti con un parquet del 1980/90 in legno di teak della Birmania. Il pavimento della sala grande è in cementine originali del 1950 e nell’entrata è presente il cotto del 1700 anno di costruzione del palazzo.

 

Giorgia e Maurizio lavorano insieme con passione nella ristorazione dal 1995 e dopo anni di esperienza aprono nel settembre del 2005 un piccolo Jazz Club – Piola con prosciutteria selezionata “Le Fanfaron Bistrot” nella prima sede di Via P. Amedeo; si trasferiscono poi nel marzo del 2013 nella nuova sede di Via Piave 5, nelle antiche scuderie del palazzo si dice abitato da Napione conte di Cocconato, progettato e costruito nel 1700 in stile Juvarriano. Nonostante il trasferimento il ristorante mantiene lo stesso ambiente “musicale e cinematografico” con foto e stampe artistiche alle pareti, ma perfezionando la propria identità nella cucina tradizionale locale… e convertendosi nel 2019 in Ristorante a tutti gli effetti, con un ampliamento della sala, della cucina e nel 2023 con il rinnovo completo della sala principale. L’ispirazione e la ricerca del nome del locale ci sono venute ascoltando un brano dei Negresses Vertes tratto dal disco “Zig Zague” e abbiamo quindi scoperto che il film di Dino Risi “Il sorpasso”, nella versione francese era intitolato “Le Fanfaron”.

Cerco un po’ d’Africa in giardino fra l’oleandro e il baobab… (Paolo Conte).
Ciò che ci ha spinto a iniziare, dopo anni di esperienza nel settore, è stata la nostra curiosità culinaria e la voglia di regalare le nostre emozioni ai clienti più curiosi della nostra città o ai simpatici viaggiatori che varcano la soglia del nostro ristorante, un po’ come quando si è in vacanza e si scopre un bel locale fuori dalle mete turistiche convenzionali!.

La voglia di autenticità, di “essere veri”, di regalare un bel ricordo, un particolare sapore, una sensazione di essere in vacanza anche se si è nella propria città, partendo proprio delle nostre tradizioni e ricette tipiche; stupire con una ricetta di cui non si era magari a conoscenza o che non si aveva mai assaggiato, un ricordo di un piatto della nonna, senza andare tanto lontano… è ciò che ci spinge quotidianamente a migliorare e a ricercare con creatività e innovazione, provando nuovi piatti tradizionali con sempre nuovi accostamenti.

Nel rispetto dell’ambiente

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Materie prime

Tutte le nostre ricette sono eseguite utilizzando ingredienti di provenienza locale, selezionando e verificando personalmente i nostri fornitori e prestando attenzione alla stagionalità di frutta e verdura.

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Riciclo e pulizia

In cucina non usiamo rotoloni in carta, ma torcioni in stoffa lavabili e utilizziamo prodotti di pulizia biodegradabili e rispettosi dell’ambiente; le confezioni per l’asporto e le consegne sono al 90% compostabili fatte in fibra di canna da zucchero, carta e PLA. Chiaramente facciamo la raccolta differenziata e smaltiamo regolarmente gli olii esausti.

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Sostenibilità

Cerchiamo di selezionare il più possibile prodotti e fornitori che come noi rispettano l’ambiente e le risorse naturali, così anche da trasmettere al cliente una maggiore consapevolezza di ciò che gli viene servito.

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Contro lo spreco

Ci teniamo molto ad evitare lo spreco alimentare ed abbiamo eliminato inoltre, per quanto possibile prodotti usa e getta o monouso. Prediligiamo Tovaglie e Tovaglioli in stoffa lavabile e l’acqua microflitrata (con impianto regolarmente controllato e sterilizzato) è servita in bottiglie e caraffe di vetro disinfettate dopo ogni utilizzo.

Vecchie Foto di Via Piave

(di Mario Gabinio)

L’attuale via Piave era nei pressi dei quartieri militari e si chiamava Contrada del Deposito. Appartiene al terzo ingrandimento della città, iniziato nel 1702. Durante l’occupa­zione francese fu battezzata rue St. Isidore (grazie a Gianni Bestente per la ricerca).

I servizi del Fanfaron

Free WiFi

Servizio d'asporto e a domicilio

Musica Jazz di sottofondo

Romantico nel Quadrilatero

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