Aperti dal 2005 abbiamo l’onore di essere delle principali guide enogastronomiche italiane!
Siamo stati anche su “I Cento di Torino 2012 e 2013” e siamo presenti ogni anno sulla Routard France dal 2015, Su la Pecora Nera dal 2020 e Il Saporario dal 2018, su Osterie d’Italia nel 2013, Gambero Rosso nel 2019!
Qui di seguito una rassegna stampa degli ultimi anni!
Osterie d’Italia 2026
IL LOCALE Ha compiuto vent’anni questo piacevole locale ubicato in quelle che, nel Settecento, erano le scuderie di un palazzo nobiliare. L’atmosfera richiama davvero un bistrot francese, accogliente e informale. Ci si accomoda ai piccoli tavoli, circondati da foto che raccontano le due grandi passioni dei titolari: la musica e il cinema.
LA CUCINA Oltre che alla carta, si può scegliere tra due ricchi menù degustazione. Ascoltando jazz in sottofondo, gusterete piatti realizzati con cura e numerose materie prime di provenienza locale. Si parte con albese, vitello tonnato, insalata russa, peperone arrosto con l’acciuga, quindi plin al sugo di arrosto, rabaton alessandrini, grissinopoli, brasato al Barbera, finanziera e raclette (queste ultime specialità della casa). In chiusura, bonet, panna cotta, torta di nocciole con mousse al cioccolato, zabaione. La carta dei vini comprende circa trecento referenze, anche naturali ed estere; molto interessante e ricercata la selezione degli spiriti.

Il Golosario Ristoranti 2026
In una via appartata, il locale accoglie con tavoli in legno, arredi in stile sabaudo, luci calde e pareti gialle decorate con quadri e fotografie a tema musicale. Il servizio è informale e cordiale, arricchito dal via vai del bistrot adiacente, l’Acciuga, che segnala una valida selezione di vini bianchi e bollicine. In cucina, piatti della tradizione piemontese preparati dal nuovo chef Roberto Martinez, realizzati con materie prime selezionate da fornitori locali e trattate con attenzione. Oltre alla carta e alle proposte del giorno, che cambiano con la stagionalità, sono disponibili due menu degustazione.
Tonno di gallina con fonduta di toma; tagliolini con ragù di coniglio; terrina di stinco di maiale cotto nel fieno; pollo alla Marengo.
Cremoso al bonet con sbrisolona al caffè, amaretto e caramello.


La Pecora Nera Torino 2026
Offerta – 20 anni di storia per questo locale che, pur partendo dalla tradizione, già dagli albori ha cercato di introdurre un concetto più moderno di trattoria. Il menù è fortemente orientato alla carne, ma sono presenti diverse opzioni vegetariane, e gli ingredienti, laddove possibile, provengono principalmente da piccole aziende piemontesi. Si parte bene con uno dei cavalli di battaglia del ristorante, ovvero il vitello tonnato, che si è rivelato ottimo sia nella cottura quanto nel corretto spessore delle fette, accompagnato da una deliziosa salsa tonnata fatta alla vecchía maniera (senza maionese). Porzione generosa per le tagliatelle (ruvide e del giusto spessore), condite con ragù di salsiccia di Bra. Troppo cotto il diaframma, la cui carne risultava leggermente tenace, accompagnato da un contorno di peperoni e crema di peperoni in porzione extra small. Piacevole, in chiusura la tarte Tatin con l’insolita nota del caramello salato, servita con una quenelle di gelato, purtroppo in parte già sciolto. Caffè correttamente estratto, ma non particolarmente aromatico, accompagnato da due gradevoli biscottini di meliga.
Ambiente – Locale che unisce bene lo stile di una piola piemontese e di un bistrot parigino, creando un piacevolissimo mix. Tavolini da due sono di dimensioni ridotte, tanto che con la tavola imbandita si rischia di trovarsi impegnati in una sorta di non previsto Tetris. Semplice il dehors allestito sulla strada non troppo trafficata.
Servizio – Il personale è gentile e disponibile, ma molto informale, forse non in linea con il resto del contesto. Ci sono, inoltre, delle mancanze, come il mancato cambio delle posate tra le diverse portate.
Cantina – La carta dei vini è incentrata principalmente sul Piemonte con una funzionale suddivisione delle bottiglie per vitigno. Presenza contenuta, ma interessante di alcuni vini d’Oltralpe, attenzione
a etichette naturali, pét-nat, biodinamici e una buona selezione di amari e distillati per fine pasto. Ricarichi nella media.
Olio – Su richiesta ci è stata servita una bottiglia con tappo a norma di olio EVO siciliano, blend di cultivar del territorio.


Osterie d’Italia 2025
IL LOCALE A due passi dalla pedonale via Garibaldi, un palazzo del Settecento ospita questo bistrot. Sedie e tavoli in teak, bel pavimento in cementine anni Cinquanta, musica jazz di sottofondo e foto e manifesti dedicati a film classici costituiscono gli elementi di un ambiente davvero piacevole. Musica e cinema sono le passioni dei due proprietari che hanno battezzato il locale con il titolo francese del film Il sorpasso di Dino Risi.
LA CUCINA Pane e pasta sono fatti in casa, produttori fidati forniscono carni, formaggi, pesci d’acqua dolce e salumi artigianali. Si sceglie alla carta fra tre convenienti menù da quattro portate. Si può iniziare con l’ottimo uovo poché con fonduta di toma, crostini alle erbe e topinambur.
Si prosegue con gli gnocchi con crema di zucca, formaggio blu, amaretti e castagne affumicate, gli agnolotti tradizionali al sugo di arrosto, il risotto con salsiccia di maiale nero e fonduta di toma della Val Varaita.
Interessante quanto inusuale la proposta della raclette fra i secondi; in alternativa, controfiletto di cervo alla piastra affumicato al ginepro.


Il Golosario Ristoranti 2025
In una piccola via defilata, un locale caratterizzato da tavoli in legno, arredi in tipico stile sabaudo, illuminazione calda e pareti gialle puntinate di quadri e fotografie che inneggiano la musica. In questo contesto, con servizio informale e svolto con il sorriso, con l’andirivieni dell’attiguo bistrot l’Acciuga che vi dirà della bella selezione di vini bianchi e bollicine, in tavola specialità della tradizione piemontese realizzate con buone materie prime selezionate da fornitori locali e trattate con cura. Oltre alla carta e ai piatti del giorno sono previsti
tre menu degustazione
Tagliolini ai 30 tuorli con ragù di salsiccia di Bra; brasato di Pezzata
Rossa, “il nostro maiale Nero allevato all’aperto” morbido e croccante
con salsa ai piccoli frutti. Millefoglie con chantilly e frutti di bosco.


La Pecora Nera Torino 2025
Offerta – Le Fanfaron Bistrot è un locale che propone una cucina piemontese a spiccata vocazione carnivora, ma con parecchie
opzioni anche vegetariane: non a caso, infatti, è presente pure un
menù degustazione interamente vegetale. Noi abbiamo scelto di andare a “mano libera” iniziando con un antipasto di peperoni al forno e verdure stufate con bagna caoda che si è rivelato scarno: un solo filetto di peperone, 3 spicchi di patate e 3 pepite di cavolfiore, per una dose di verdure davvero insufficiente per la quantità di intingolo servito. Ottimi gli agnolotti tradizionali al sugo d’arrosto, ma il condimento presente era in quantità eccessiva che ne copriva il sapore; buonissimi e morbidi gli gnocchi con crema di zucca, formaggio blu, amaretti e castagne affumicate, il piatto che più ci ha convinto, insieme alla seconda portata ordinata, un tenero brasato marinato al Barbera con patate, su crema di zucca. Fra i dessert abbiamo optato per un bonet equilibrato al palato, ma leggermente troppo compatto e per un gianduiotto di cioccolato fondente ripieno di semifreddo ai frutti di bosco, buono, ma dal nome fuorviante perché del gianduiotto aveva solo la forma. In chiusura caffe dall’aroma
persistente.
Ambiente – Locale con uno stile finemente retrò, la cui sala principale ha un pavimento vintage e un lampadario che crea un bel gioco di luci. Alcuni tavoli sono presenti anche nella saletta secondaria e nel piccolo dehors. Bella e moderna la mise en place
Servizio – Molto cortese e attento, squisita la pazienza mostrata con i bambini.
Cantina – Carta abbastanza estesa dominata dai vini piemontesi. Sono presenti anche vitigni minori e i ricarichi sono corretti.
Olio – Bel passo in avanti rispetto allo scorso anno: abbiamo trovato, infatti, una bottiglia a norma di olio EVO siciliano dell’isola di Mozia.


La Pecora Nera Torino 2024
Offerta – Indirizzo ormai noto del quadrilatero romano dove poter assaporare la cucina piemontese alleggerita e modernizzata. Il menù è dominato dalla carne, come è logico che sia in un ristorante che propone cucina regionale, affiancata da alcune proposte vegetariane. I tre fogli che compongono la carta sono appesi anche all’esterno del locale e, oltre alla proposta gastronomica, sono dichiarati sin da subito i fornitori selezionati del territorio e lo slogan il piementese che non ti aspetti dal 2005″.
La nostra cena è iniziata con una bagna caoda con verdure tiepide, la cui salsa è risultata piacevole, ma molto leggera e con una quantità predominante di broccolo romano rispetto agli altri vegetali, che ai puristi forse farà storcere il naso. Abbiamo proseguito con un altro cavallo di battaglia della tradizione, gli agnolotti fatti in casa con ripieno di brasato al fondo bruno, con la sfoglia piacevolmente consistente, ma con il saporito condimento a dominare la scena.
Servito cotto in forma di tre cubi l brasato si è rivelato morbidissimo grazie alla lunga marinatura nel Barbera; nel piatto era affiancato da una minuscola porzione di carciofo. In chiusura abbiamo assaggiato la non tarte Tatin al caramello salato, una deliziosa semisfera di caramello salato che racchiudeva dadini di mela morbidi e profumati accompagnata dal gelato alla vaniglia.
Ambiente – Un po’ piola e un po’ bistrot, molti oggetti e stampe vintage alle pareti creano un’atmosfera calda. Raffinata e moderna, invece, la mise en place.
Servizio – Informale ma attento.
Cantina – Carta abbastanza estesa, dominata dai vini piemontesi. I ricarichi sono corretti ed è presente una lavagnetta con una piccola selezione di proposte al calice.
Olio – Su richiesta è stata portata al tavolo una lattina di olio priva di qualsiasi etichetta con beccuccio rimovibile quindi non a norma.


La Pecora Nera Torino 2023
Offerta – Si conferma un valido indirizzo questo bistrot situato nel Quadrilatero Romano. La cucina propone piatti della tradizione piemontese, a volte con qualche lieve rivisitazione, con una prevalenza di pietanze a base di carne, ma anche con alcune proposte vegetariane. Pane, focaccia e pasta sono fatti in casa e le materie prime sono provenienti prevalentemente dal territorio regio-nale, con l’indicazione chiara del fornitore in carta. Abbiamo iniziato con l’antipasto della settimana – una fresca insalata di asparagi e spinacini con un’ottima trota marinata per poi proseguire con i plin della casa. più grandi del formato normalmente presente nei ristoranti, con una sfoglia consistente e cotta alla perfezione e un ripieno cremoso di toma e nocciole, conditi col battuto di salsiccia di maiale nero. Convincente anche il secondo, un morbidissimo maiale nero alla birra cotto a bassa temperatura, scottato sull’ardesia e accompagnato da una componsta di peperoni e da mele alla senape. Versione mousse della famosa bevanda tornese, il bicerin, per il dolce: caffè, cioccolato e latte con croccante al caramello salato, rosmarino e papavero, un dessert classico con un twist moderno, Il caffè era correttamente estratto, con una bella crema, intenso e aromatico.
Ambiente – L’arredo si colloca in una dimensione a metà tra una piola piemontese e un bistrot parigino; i graziosi ninnoli vintage fanno fare un tuffo nel passato, ma rendono l’insieme un po’ saturo. Purtroppo la sala principale, quando è piena, risulta eccessivamente rumorosa.
Servizio – Il personale di sala è attento e cordiale e propone un esperienza senza sbavature.
Cantina – La carta dei vini è sostanzialmente orientata verso il territorio piemontese, con qualche piccola escursione fuori regione: i ricarichi sono corretti. È possibile ordinare un calice da quelli presenti sulla lavagna.
Olio – Su richiesta ci è stata fornita una lattina di olio EVO non a norma.

